Can´t Slow Down Foreigner

Già considerato come uno degli eventi discografici del 2010, l’album uscito a febbraio su etichetta ear Music/Edel si intitola “Can’t Slow Down”.

Contiene 13 canzoni prodotte da Marti Frederiksen (Aerosmith, Buckcherry) e Mark Ronson (Amy Winehouse) ed impeccabilmente eseguite dal leader storico Mick Jones (chitarra e voce), insieme a un super-gruppo costituito dal cantante Kelly Hansen (ex-Hurricane), il chitarrista Tom Gimbel (per anni in tour con gli Aerosmith), il tastierista Michael Bluestein (Stevie Nicks, Enrique Iglesias, Anastacia), il bassista Jeff Pilson (ex-Dokken, Dio e MSG) e il batterista Brian Tichy (Ozzy Osbourne, Glenn Huges, Billy Idol). È prevista anche l’uscita di un’edizione speciale che insieme al cd con le nuove canzoni include il cd inedito “Foreigner Live” (registrato a Las Vegas nel 2005 e contenente le registrazioni live di alcuni dei più famosi cavalli di battaglia dei Foreigner) e il dvd “Live and More” che racchiude momenti del tour europeo e un imperdibile documentario dedicato alla lavorazione del nuovo album. Da “Cold As Ice” a “Hot Blooded”, da “Urgent” a “Jukebox Hero”, da “Waiting for a Girl Like You” a “I Want to Know What Love Is”, il prorompente mix di blues, pop e rock melodico dei Foreigner ha continuato a catturare generazioni e generazioni di fan, portando la band a superare il clamoroso traguardo dei 70 milioni di album venduti.

 

Track List:

 

01. Can’t Slow Down

02. In Pieces 

03. When It Comes To Love

04. Living In A Dream

05. I Can’t Give Up

06. Ready

07. Give Me A Sign 

08. I’ll Be Home Tonight 

09. Too Late 

10. Lonely 

11. As Long As I Live

12. Angel Tonight 

13. Fool For You Anyway

 

Biografia

L’inglese Mick Jones, (già nei Nero and the Gladiators, Spooky Tooth e The Leslie West Band) nel 1976 conobbe Ian McDonald, ex membro dei King Crimson e formò i Foreigner di cui facevano parte anche Lou Gramm, Dennis Elliott, Al Greenwood e Ed Gagliardi.

L’omonimo primo album del sestetto, uscito nel 1977, vendette più di quattro milioni di copie negli Stati Uniti e rimase nella Top 20 per un anno con diverse hits, quali Feels Like The First Time, Cold as Ice e Long Long Way From Home.

Nel 1980 Greenwood e Gagliardi lasciarono la band per aggregarsi agli Spys e dunque i Foreigner divennero un quintetto con l’entrata del bassista Rick Willis. Il quarto album dei Foreigner, 4, contiene hit leggendarie come Waiting For A Girl Like You, Urgent e Jukebox Hero. Il successivo album, Agent Provocateur, realizzato nel 1984 conteneva l’unica canzone del gruppo che giunse al primo posto nelle chart, I Want To Know What Love Is. Dopo questo album, giudicato da molti il migliore, Jones e Gramm intrapresero la carriera solista per poi ritornare in studio nel 1987 insieme al resto della band per registrare Inside Information, un ottimo album che conteneva hits come Say You Will e I Don’t Want To Live Without You. Lontani dai riflettori per tre anni, nel 1990 i Foreigner ritornarono in studio con un nuovo cantante, Johnny Edwards. Nel 1992 la band pubblicò la raccolta The Very Best and Beyond e tre anni dopo, con il ritorno del cantante Lou Gramm, realizzò Mr. Moonlight.

Nel 2003 Lou Gramm intraprese nuovamente la carriera solista e formò The Lou Gramm Band e Jones, l’unico superstite della line-up originale, decise di riformare nuovamente la band e Gramm fu rimpiazzato alla voce da Kelly Hansen.

Nell’agosto del 2008 il batterista Jason Bonham lascia il gruppo per dedicarsi alla famiglia e alla reunion dei Led Zeppelin, essendo figlio del compianto batterista John Bonham.

Universalmente considerati una delle più grandi band di rock melodico, i Foreigner tornano a far parlare di loro con un nuovissimo album in studio, il primo dopo ben 16 anni di silenzio.

A eccezione di alcuni greatest hits usciti nel frattempo è infatti dall’ottobre del 1994 (l’album “Mr. Moonlight”) che la band americana non realizza un intero nuovo disco di inediti.

“All’inizio non avevo nessuna idea di cosa sarebbero diventati i Foreigner”, ricorda il leader Mick Jones. “Quando misi in piedi la band ero a un bivio della mia esistenza: continuare a far musica o trovarmi un vero lavoro. Trent’anni dopo posso dire di aver preso la decisione giusta...”