L'ultimo lavoro di Dario è un insieme dei raccoti della sua storia, sua
come potrebbe essere quella di una qualsiasi altra persona.
Dario Gay è un artista che, forse inconsapevolmente, ha sempre tentato di
gettare raggi di luce sulle ombre, là dove si nasconde quello che è
interessante. Come un lavoro che occupa lo spazio di una vita, della sua
memoria, degli incontri, dei silenzi, le note e le canzoni che oggi sono
raccolte in “Ognuno ha tanta storia”, titolo che cita e omaggia Gabriella
Ferri con l’introduzione al progetto voce e fisarmonica.
L’excursus nel passato artistico di Dario pesca a piene mani dai suoi
precedenti lavori, ritrovando una “Diamante” che chiudeva il suo primo
album così come l’inno “Sorelle d’Italia”, qui raccontato con la Banda
Osiris, arrivando ad attualizzare altre due gemme del lavoro d’esordio che
risale al 1988 come “Resta un Valzer” insieme ad Andrea Mirò e Amedeo
Bianchi e “Il Viaggiatore” scritta allora e interpretata oggi con Enrico
Ruggeri.
Nato fra Roma e Milano, “Ognuno ha tanta storia” è denso di collaborazioni
nate dalle amicizie. “Capita” con Aida Cooper, “Libero” in coppia con Milva
e scritta per un progetto della cantante ai tempi di Milva Canta Merini,
“Il clown” con l’apporto de I Cento, “Lontano Lontano” di Tenco uscita
dalla collaborazione con Massimo Priviero, “Una inutile preghiera” scritta
e cantata con Giovanni Nuti, “Questo cielo è mio” con l’impreziosimento del
Sunshine Gospel Choir di Torino.
Altre canzoni sono riprese dal repertorio recente, disseminato in uscite di
singoli e mai raccolte organicamente. Pensare a “Il muro” con Rosario Di
Bella che è attuale denuncia sui pregiudizi, “Ti sposerò” battezzata al
Pacs Day del 2005, “Mi vorrai” che rimane una delle pagine migliori di
Dario, “Le Nuvole” terza classificata all’Europride Song Contest a Colonia
nel 2002. Emozioni che sorgono dal sociale, lasciando la cronaca a fare da
sfondo al cuore.
Anche il presente è parte della storia, là dove “Domani è primavera”
riprende il suo testo originale e viene condiviso dall’amica di sempre,
l’Artista che per prima credette in lui nel 1982 ne il Talentiere, Rita
Pavone che esce eccezionalmente dal suo silenzio artistico per salutare
l’amico di sempre in un duetto rock sorprendente.
Dario propone anche una serie di canzoni scritte mentre il progetto
prendeva forma, “Su una stella cadrai” ha la musica di Luigi Schiavone. La
doppia firma autorale si collega direttamente alla storia di Dario quando
nei tour di Enrico Ruggeri da ospite veniva supportato dagli Champagne
Molotov, “Madrid” che è un’emozione a cavallo fra il barocco e il gotico,
“Quanta vita che va” firmata con Enrico Ruggeri che getta luce sul sociale
e sugli emarginati con l’eleganza che da sempre ha contraddistinto la
scrittura di Dario, “L’infame” che è il testo più scuro di tutta la
raccolta. “Nel nome del padre” infine è un elogio del perdono, della
vittoria del cuore sulle oscurità della vita, un inno alla speranza.
Il viaggio non è ancora terminato, « E adesso all'improvviso Luna ti
frantumi sul mio letto. Ormai sono solo. È notte. » questo scrive Reinaldo
Arenas nella sua autobiografia che dà il titolo anche a una delle storie.
“Prima che sia notte” è scritta a quattro mani da Dario con Giovanni Nuti
riprendendo i temi generatori di “Ognuno Ha Tanta Storia”. Rimane ancora
tempo, per “Tutti Uguali”, la seconda cover del lavoro presa dal repertorio
più in ombra di Mia Martini, un omaggio e un saluto a un’amica insieme a
Vladimir Luxuria.
La parte visiva, contenuta nel DVD, è un complemento al disco, come fosse
la storia stessa del progetto, quella che solo ascoltando non verrebbe
raccontata. Ci sono tutti gli amici, in immagini e storie rubate alla vita
in studio insieme a una raccolta di video integrali. Tratto dal
cortometraggio di Gilberto Visintin “L’altra faccia della luna”
(interpretato da Dario nel 2006) il video di “Ti sposerò”, dal vivo quello
di “Capita” con Aida Cooper e la band al completo, e in studio – come
un’estensione del making of - “Questo cielo è mio” con il Sunshine Gospel
Choir al completo e “Il Viaggiatore” con Enrico Ruggeri.
Non poteva mancare il video girato a Milano de “La grande sete”, la prima
delle storie raccontate nel progetto, con la partecipazione di Andrea Mirò.
A completare il dvd il contenuto extra di una serie di fotografie inedite
di Dario.
In conclusione, “Ognuno ha tanta storia” è un viaggio nella vita, nelle sue
pieghe e nelle nostre, visto da uno sguardo artistico elegante. In più di
una di queste storie, c’è un pezzo della storia di ciascuno di noi. C’è
anche molto di più, ma in una presentazione davvero questo “di più” non ci
sta.
C’è una storia nella vita di tutti gli uomini. (William Shakespeare).

